Dolore

Mal di schiena: cosa fare davvero e gli errori da evitare

Il mal di schiena è uno dei motivi più comuni per cui le persone chiedono aiuto. Ed è anche uno dei più gestiti male: troppo riposo, esercizi presi a caso da internet, oppure il tentativo di "scrollarsi tutto di dosso" con uno stretching troppo aggressivo. Il risultato, spesso, è che il dolore resta, o torna puntuale dopo qualche settimana.

Introduzione

Lo vedo di continuo: qualcuno che si sveglia con la schiena bloccata e nei giorni dopo fa una delle due cose sbagliate. O sta fermo il più possibile, convinto che il riposo sia sempre la scelta sicura. O fa l'opposto e si butta su esercizi presi a caso da un video, sperando che "muoversi un po'" risolva tutto.

Il riposo ha senso nei primissimi giorni, quando il dolore è acuto. Ma se diventa l'unica strategia, la schiena resta ferma troppo a lungo, si irrigidisce e arriva meno pronta ai movimenti normali della giornata. L'altro estremo — muoversi senza criterio — può fare altrettanti danni, perché carica una schiena già sensibile nel modo sbagliato.

Tra questi due estremi c'è una via di mezzo che, nella pratica, funziona per la maggior parte delle persone: muoversi, ma con gradualità e con un minimo di criterio. È quello che provo a spiegare qui sotto. Un avvertimento prima di iniziare: questo articolo non sostituisce un confronto diretto, soprattutto se il dolore è forte o non passa.

Perché il mal di schiena spesso non passa

Quasi mai il mal di schiena nasce da un singolo episodio. Più spesso è la somma di abitudini che si accumulano per mesi, anche anni, prima di "esplodere" in un episodio acuto. Le cause che ritrovo più di frequente sono quattro.

La prima è la rigidità: articolazioni e tessuti che lavorano poco perdono mobilità, e una schiena rigida si fa male anche con un movimento banale, tipo chinarsi per allacciarsi le scarpe. La seconda è la sedentarietà — tante ore seduti, poco movimento durante il giorno, e il corpo finisce per "spegnersi". La terza, e forse la più sottovalutata, è un core debole: gli addominali profondi e i muscoli del tronco dovrebbero proteggere la colonna, ma se sono poco allenati la schiena si ritrova a fare un lavoro che non le spetta. E poi ci sono i compensi posturali: quando anche, bacino o spalle non si muovono bene, la schiena spesso compensa, accumulando tensione in zone che dovrebbero solo stabilizzare, non portare tutto il carico.

Per questo il dolore tende a tornare se si tratta solo il sintomo del momento, senza toccare nessuna di queste cause di fondo.

Gli errori più comuni

Quattro comportamenti che vedo ripetersi spesso, anche tra persone con tutte le buone intenzioni:

Cosa funziona davvero

Niente di magico, e nessuna scorciatoia: quello che funziona nella pratica sono pochi principi, applicati con costanza. Si riparte sempre con un movimento progressivo, aumentando carico e intensità un passo alla volta, senza salti che il corpo non è pronto a reggere. In parallelo si lavora sul rinforzo del core, per togliere pressione dalla colonna e restituirle il ruolo di sostegno passivo che le spetta, non quello di "muscolo principale" del movimento.

Un altro pezzo importante è la mobilità di anche e bacino: sciogliere le aree vicine alla schiena riduce i compensi e fa scaricare meglio sul resto del corpo i movimenti di tutti i giorni — chinarsi, girarsi, alzarsi dalla sedia. Tutto questo va dentro esercizi controllati, con tecnica corretta e una progressione pensata sulla persona che li fa, non copiata da un programma generico trovato online.

3 esercizi base per iniziare

Tre esercizi semplici, un buon punto di partenza per rimettere in moto la schiena con gradualità. Vanno fatti con calma, senza forzare, e si interrompono se procurano dolore acuto.

Un punto importante: questi tre esercizi da soli non bastano. Sono un modo per iniziare a muoversi con criterio, non un programma completo e non la soluzione al problema. Da soli non toccano le cause di fondo di cui parlavo prima: servono una progressione su misura, un carico che cresce con gradualità e un occhio a come reagisce davvero la tua schiena. Vedili come il primo gradino, non come la scala intera.

Quando è meglio farsi seguire

Muoversi da soli, con buona volontà, in molti casi è già abbastanza. Ma non sempre. Se il dolore è ricorrente e torna ogni poche settimane, se la situazione peggiora nel tempo invece di stabilizzarsi, oppure se capitano blocchi frequenti che ti limitano nei movimenti di tutti i giorni, vale la pena farsi accompagnare da qualcuno che ti vede muovere dal vivo.

Lavorare con chi osserva come ti muovi, individua i compensi specifici e costruisce un percorso su misura fa una differenza enorme rispetto a procedere a tentativi, soprattutto se i tentativi fatti finora non hanno portato a niente di stabile.

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Fonti

I principi descritti qui sopra — muoversi invece di stare a letto, allenamento progressivo, rinforzo — sono in linea con le revisioni scientifiche più recenti su questo tema:

  1. Hayden JA, Ellis J, Ogilvie R, Malmivaara A, van Tulder MW. Exercise therapy for chronic low back pain. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2021. doi.org/10.1002/14651858.CD009790.pub2
  2. Hagen KB, Hilde G, Jamtvedt G, Winnem M. Bed rest for acute low-back pain and sciatica. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2004. doi.org/10.1002/14651858.CD001254.pub2
  3. Karlsson M, Bergenheim A, Larsson MEH, Nordeman L, van Tulder M, Bernhardsson S. Effects of exercise therapy in patients with acute low back pain: a systematic review of systematic reviews. Systematic Reviews, 2020. doi.org/10.1186/s13643-020-01412-8

Nota informativa. I contenuti di questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono indicazione terapeutica, valutazione clinica o diagnosi. Non sostituiscono il parere del tuo medico, soprattutto in presenza di dolore intenso, persistente o che peggiora nel tempo: in quei casi rivolgiti prima al tuo medico curante.

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Ultimo aggiornamento: Maggio 2025

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